Come avete iniziato il 2022? Con quale stato d’animo siete entrati nel nuovo anno e cosa vi aspettate di trovare? Sono le stesse domande che ho fatto a me stessa nei giorni che precedevano la conclusione dello scorso anno.

Mi sono resa conto che non è più possibile ignorare il contesto in cui stiamo vivendo perché sta avendo un impatto rilevante sulla vita di tutti, a prescindere da quale sia la situazione personale di ciascuno. Siamo immersi, ormai da quasi due anni, in uno scenario che sembra materializzare il concetto di “modernità liquida” di Zygmunt Bauman: la convinzione che il cambiamento sia l’unica cosa permanente e che l’incertezza sia l’unica certezza. In questo contesto l’unica cosa possibile per andare avanti è seguire “la via della minor resistenza”, suggerita dal taoismo, portare la propria capacità di adattamento al limite massimo e imparare ad essere fluidi come l’acqua.

Ormai la nostra vita dipende dalla curva dei contagi e questa nessuno può prevederla. Nel giro di pochi giorni dall’annuncio della pandemia nel 2020, ci siamo trovati chiusi in casa con le strade deserte come nei più riusciti film apocalittici. In pochi mesi abbiamo imparato – ad una velocità ai limiti della tolleranza psichica – a riadattare tutta la nostra socialità: mascherine, distanziamento, plexiglass… Abbiamo aspettato l’arrivo del vaccino come l’arrivo del messia che ci avrebbe liberato dal male ma nonostante questo la distanza aumenta, le restrizioni continuano, i dpcm vengono sfornati come il pane e la curva dei contagi sale. Quindi? Che si fa? Vediamo il lato positivo: svilupperemo la telepatia! Impareremo a comunicare senza vederci, toccarci, ascoltarci e senza neanche parlarci!!!

Tutte queste cose però le sapete già e non voglio essere l’ennesima persona che commenta la situazione attuale. Voglio, invece, condividere con voi – se avete voglia di continuare a leggere – una riflessione personale che ho fatto nelle ultime settimane, osservando la realtà che mi circonda. Sapete cosa vedo?

Vedo in maniera chiara soprattutto due cose

L’emergere di una preoccupante frattura sociale che attribuisce agli esseri umani una nuova etichetta. C’è una nuova linea di demarcazione che diventa sempre più profonda, un nuovo muro in cui sembra essersi azzerata qualunque possibilità di comunicazione. La nuova etichetta, entrata nel nostro immaginario e nel nostro linguaggio quotidiano, è: vaccinato – non vaccinato. Oggi, nel 2022, gli esseri umani, possono essere categorizzati – ancor prima che tra uomini e donne – tra vaccinati e non vaccinati.

E poi vedo un paradosso, qualcosa che accomuna anche queste due nuove “categorie umane”: c’è un comune denominatore che fa da fil rouge in tutta la vicenda della pandemia: la Paura, quella con la P maiuscola. È proprio questa paura la materia prima che – secondo me – alimenta, foraggia, nutre, ingrassa, sostiene la pandemia.

Quindi, ai miei occhi, il mondo è oggi diviso tra vaccinati e non vaccinati, apparentemente contrapposti ma accomunati dalla madre delle paure: la paura della morte. È proprio la paura di morire che porta qualcuno a seguire la via del vaccino ed è la stessa paura che porta qualcun altro a opporsi al vaccino. Rifletteteci. Mi vaccino perché spero di sconfiggere il virus e non morire. Non mi vaccino perché credo che il vaccino sia più letale del virus. Strade diverse ma obiettivo uguale: esorcizzare la morte. Certezze sulla reale efficacia o sulla reale letalità del vaccino ce ne sono poche. L’evidenza dei fatti ci dice che anche i vaccinati vengono contagiati e la stessa evidenza ci dice che non tutti i vaccinati sperimentano condizioni avverse irreversibili o letali. Allora torniamo alle parole di Bauman che ci dice che l’unica certezza è l’incertezza.

Eppure, secondo me, una certezza c’è

La morte esiste, è sempre esistita e come qualcuno ironicamente dice è l’unica certezza in questa vita, insieme alle tasse! Da un po’ di tempo ormai mi astengo dal bombardamento mediatico e anche dai social, proprio perché noto una forte pressione sull’esasperazione della paura della morte.  Mi astengo anche dal commentare l’utilizzo che qualcuno sta facendo di questa paura, mi limito a lanciarvi un messaggio.

Utilizzate tutti i mezzi che avete a disposizione per non restare intrappolati nella paura. Utilizzate la meditazione, le visualizzazioni, le affermazioni, la razionalizzazione, qualunque pratica risuoni con voi per non cadere nella trappola. Soprattutto, non entrate nella spirale dell’odio e della violenza verso chi non ha fatto la vostra scelta. Se siete vaccinati, rispettate la paura di chi invece non si vaccina e viceversa. Stiamo parlando della stessa paura. Chi non ha fatto la tua scelta non è diverso da te o più cattivo, siamo tutti spaventati e cerchiamo di proteggerci con lo strumento che crediamo più efficace. L’odio verso chi non ha fatto le nostre scelte non ci aiuta in nessun modo.

Questa non è solo la pandemia del covid, questa è la pandemia della paura e della divisone. Più che la diffusione del virus, è la modalità con cui questa diffusione viene gestita e comunicata che sta contribuendo ad alimentare paura e divisione.

Prendete un bel respiro e prendete consapevolezza del fatto che la morte è un fatto oggettivo, esiste oggi come esisteva prima della pandemia. Non è il virus che ha portato la morte nella nostra vita, si moriva anche prima del covid e moriremo comunque, sia che siamo vaccinati sia che non lo siamo. La paura della morte esiste e va rispettata, non possiamo eliminarla ma possiamo imparare a non farci sopraffare e a vivere con più consapevolezza il tempo a nostra disposizione.

Ogni evento che ci accade è un’opportunità

Fate le vostre scelte consapevoli e vivete la vostra vita con gioia, il più possibile, anche se sembra non esserci molto da gioire. Quello che sta succedendo ci spinge a guardare dentro noi stessi e a costo di sembrarvi folle, vi invito a vedere in questa situazione un’opportunità eccellente che la vita, Dio, l’universo ci sta offrendo per scoprire il nostro mondo interiore con tutta la sua bellezza e ricchezza.

Credete alla vita proprio quando siete circondati dalla paura della morte, credete alla luce quando attorno non vedete altro che il buio, credete alla vostra verità non lasciatevi manipolare da abili persuasori che attraverso immagini e parole vi fanno credere che dentro l’armadio ci sia davvero l’uomo nero.

Questa pandemia ha una doppia faccia, come tutto ciò che ci circonda nel mondo della dualità. Può essere messaggera di disperazione o di speranza. Quello che né il virus, né i dpcm possono toglierci è la libertà di scegliere come vivere le circostanze difficili, a volte insopportabili, in cui ci troviamo. Possiamo scegliere di non restare intrappolati nella paura, possiamo scegliere di avere fiducia e non farci schiacciare dall’incertezza, possiamo vivere le nostre giornate facendo del nostro meglio senza nessuna aspettativa, possiamo smettere di resistere e accogliere quello che arriva affidandoci. Coltivare la fiducia ci aiuta a non essere sopraffatti dalla paura. Concludo con una domanda e mi piacerebbe conoscere la vostra risposta:

Esiste un “vaccino” per la paura? E se c’è, qual è per te l’antidoto alla paura?

Ilaria Evola
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