ChakraSistemaEndocrino

Chakra significa ruota. I chakra sono centri energetici non visibili ad occhio nudo collegati da canali energetici (nadi) in cui scorre l’energia vitale. Costituiscono gli organi del corpo energetico o corpo pranico e hanno una precisa corrispondenza con quelli del corpo fisico.

Esistono 6 chakra principali lungo la Sushumna nadi, in corrispondenza della colonna vertebrale, più 1 alla sommità del capo. A ciascun chakra si associa nella tradizione un fiore di loto con un dato numero di petali ed un diverso colore.Chakra

Secondo i Vedanta e la teoria dei 5 Kosha, il corpo fisico è solo l’ultimo dei 5 involucri che costituiscono l’individuo e che sono collegati tra loro: ciò che accade nel corpo fisico è la manifestazione materica di ciò che accade nei corpi più sottili.PresentazioneKosha

Questo punto di vista è sovrapponibile alla visione olistica della Gestalt (Zerbetto, 1998. La Gestalt. Terapia della consapevolezza. Milano: Xenia) secondo cui i pensieri, le emozioni e il corpo di un individuo non sono separati tra loro ma rappresentano diverse manifestazioni di un unico fenomeno. Una convinzione che ha condizionato la vita di una persona – per esempio “non riuscirai mai a combinare niente di buono” – è un’idea che non è visibile ad occhio nudo ma che si manifesta nel corpo di questa persona con un atteggiamento posturale o con una modalità respiratoria particolare. Questa teoria è alla base delle terapie corporee come la bioenergetica o l’approccio somatopsichico.

Il corpo energetico è costituito da centri di energia, che chiamiamo chakra, ed esiste una corrispondenza con il corpo fisico e i suoi organi vitali: uno squilibrio a livello di centro energetico si rifletterà nel tempo sul corrispondente organo del corpo fisico. Un esempio di collegamento tra i due corpi è rappresentato dal sistema endocrino.

Corpo fisico (Annamaya Kosha)

Il sistema endocrino, detto anche sistema ormonale, consiste in un insieme di organi e di ghiandole che secernono delle sostanze chiamate ormoni. Il sistema ormonale gestisce il funzionamento dell’organismo umano e insieme al sistema nervoso regola il metabolismo, la crescita e lo sviluppo, nonché l’umore. Il livello degli ormoni trasferiti dalle cellule endocrine può essere influenzato da fattori quali lo stress, le infezioni, gli squilibri nella quantità di sali minerali nel sangue, nonché da disequilibri emotivi ed energetici.

Corpo energetico (Pranamaya Kosha)

Se spostiamo lo sguardo dall’aspetto puramente anatomico a quello energetico, possiamo analizzare ogni singolo organo mettendolo in relazione con il chakra corrispondente.

sette-chakra-e-ghiandole

Muladara chakra e Ghiandole Surrenali

Muladhara

Le ghiandole surrenali sono responsabili della produzione degli ormoni dello stress. Sono posizionate al di sopra dei reni e vengono associate al primo chakra: Muladara, la radice.

Il primo chakra viene raffigurato come un fiore di loto a quattro petali di colore rosso. L’elemento corrispondente è la terra e la corrente energetica che lo governa è Apana vayu, corrente energetica che si muove dal centro dell’addome verso il basso.

Quando l’organismo percepisce un pericolo, le ghiandole surrenali aumentano la produzione di adrenalina e il corpo si attiva per la fuga o la difesa: accelerazione dei battiti cardiaci, innalzamento della soglia di attenzione, aumento della sudorazione, demolizione dei grassi per fornire più energia, ecc…. È solo quando il pericolo è scomparso che si percepisce tutta l’intensità degli effetti fisiologici della paura. Le reazioni che abbiamo davanti alla paura sono nella maggior parte dei casi funzionali, ma in presenza di nevrosi possono essere generate da pericoli non reali sebbene percepiti tali.

Il funzionamento di Muladara  è strettamente connesso con il radicamento, il senso di stabilità e di sicurezza interiore e con il diritto di esistere. Se siamo sicuri di noi stessi e ci sentiamo sostenuti dall’interno, le paure non hanno potere invalidante perché sentiamo di poterle attraversare. Quando invece il senso di radicamento è minato perché siamo cresciuti senza un sostegno genitoriale e non abbiamo sviluppato un sufficiente auto-sostegno, il chakra della radice funzionerà in modo non ottimale e questo si rifletterà anche sulla nostra percezione delle situazioni di pericolo e quindi sul funzionamento delle ghiandole surrenali, che verranno attivate anche quando non è opportuno. Il radicamento è infatti connesso al grado di fiducia che abbiamo in noi stessi e nell’ambiente. Non avere fiducia nella vita significa vivere in un perenne stato di ansia, sulla difensiva come se la nostra sopravvivenza fosse continuamente minacciata. Quindi il meccanismo attacco-fuga sarà attivato costantemente.

La struttura caratteriale  corrispondente ad un primo chakra non in equilibrio è quella dello schizoide, che vive più nella mente che nel corpo, dotato di spiccata intelligenza e creatività ma completamento sconnesso dal proprio corpo. Nel ciclo della Gestalt infatti il disequilibrio del primo chakra comporta un blocco nella fase della sensazione, in quanto l’organismo non ha una sana percezione delle sensazioni corporee.

Se non abbiamo un buon funzionamento del primo chakra ne risentiranno tutti gli altri. È come avere un palazzo di 7 piani senza solide fondamenta.

Swadistana chakra e le Gonadi

Swadistana

Le gonadi sono le ghiandole responsabili della funzione riproduttiva: ovaia nelle donne e testicoli negli uomini. Sono localizzate nella zona pelvica e associate al secondo chakra: Swadistana. Questo viene raffigurato come un fiore di loto a 6 petali di colore arancione. L’elemento corrispondente è l’acqua e la corrente energetica che lo governa è ancora Apana vayu.

Il funzionamento di Swadistana è legato al movimento, alla capacità di fluire, di lasciare andare, di superare l’attaccamento a cose, persone o situazioni che non sono più di nutrimento in particolari momenti della nostra vita e soprattutto alla capacità di contattare i propri bisogni.

Un blocco in questo centro energetico consiste in una cristallizzazione dell’energia sessuale che guida la capacità di creare e di muoversi. Viviamo come se fossimo frenati, al di sotto delle nostre potenzialità, resistiamo ai cambiamenti invece che immergerci in essi con entusiasmo, è come se vivessimo a metà.

Il rapporto tra primo e secondo chakra è quello di contenitore – contenuto: il vaso che contiene l’acqua. Il vaso è il primo chakra, che rappresenta il sostegno, l’acqua è il secondo chakra, il movimento . Senza contenitore l’acqua si versa, si disperde, non ha supporto. La struttura fisica di un individuo fornisce un’indicazione sul funzionamento del suo primo chakra, il modo di muoversi sul secondo.

Il rapporto con il piacere, così come si è strutturato nell’individuo nei primi anni di età, condiziona il funzionamento del secondo chakra. Da qui il legame con il funzionamento delle gonadi e quindi con il provare piacere, non solo sessuale, che viene spesso vissuto con senso di colpa.

La struttura caratteriale che corrisponde ad un secondo chakra in disequilibrio è quella orale, che si estrinseca in un eccessivo bisogno di sentirsi amati ed è incline a problemi di dipendenza affettiva e ai suoi corollari: alcol, sostanze e altro. Nel ciclo della Gestalt un blocco al secondo chakra comporta un blocco nella fase di consapevolezza del bisogno e di formazione della figura.

Manipura chakra e il Pancreas

Manipura

Il pancreas regola i livelli di glucosio nel sangue secernendo insulina e glucagone: questi due ormoni lavorano insieme per mantenere in equilibrio il livello di glucosio e assicurare alle cellule il nutrimento necessario per produrre riserve di energia. Il pancreas è situato sul lato sinistro del plesso solare ed è associato al terzo chakra: Manipura.

Il terzo chakra viene raffigurato come un fiore di loto a 10 petali di colore giallo. L’elemento corrispondente è il fuoco e la corrente energetica è Samana Vayu, forza centripeta in corrispondenza dell’addome, che guida la trasformazione e il cambiamento.

Il funzionamento di Manipura è strettamente legato alla volontà, all’aggressività intesa come capacità di agire verso un obiettivo e di trasformare la nostra vita in coerenza con il nostro sé autentico. Tutto ciò richiede la presenza di indipendenza di giudizio, autostima e autonomia decisionale.

Quando questo centro energetico non funziona il sistema digestivo ne risente attraverso disturbi quali ulcera, gastrite, colite, diabete o ipoglicemia. Se nel secondo chakra la disfunzione si manifesta attraverso l’incapacità di sentire il proprio bisogno senza senso di colpa, qui la funzione chiave è quella della volontà di muovere tutto l’organismo per soddisfare il bisogno. La spinta all’azione viene bloccata dalla vergogna, il demone del terzo chakra, che spinge l’individuo ad adottare con rassegnazione un comportamento totalmente autoplastico. La struttura caratteriale corrispondente ad un terzo chakra in disequilibrio è quella del masochista, che è bloccato nella volontà. Il masochista limita la sua autonomia, la spontaneità e l’azione attivando il meccanismo della retroflessione. La rabbia retroflessa alla lunga può produrre un eccesso di bile e uno squilibrio nella secrezione dell’insulina. Nel ciclo della Gestalt un blocco al terzo chakra si esprime come blocco nelle fasi della mobilizzazione e dell’azione.

Anahata chakra e il timo

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Il timo è un organo definito “transitorio”, che diminuisce di dimensione con l’avanzare dell’età. E’ responsabile del funzionamento del sistema immunitario.

Un sistema immunitario funzionale è quello che ci protegge da un lato dagli agenti esterni che possono compromettere la nostra salute e dall’altro da un eccesso di funzionamento di agenti interni. I disturbi legati al sistema immunitario infatti possono dipendere da fattori esogeni – come nel caso delle allergie o dell’influenza – ma anche da un proliferazione eccessiva di elementi endogeni – come nel caso dei tumori.

La funzione energetica del sistema immunitario è quella di individuare le fonti di energia vitale – anche in termini di attività che scegliamo di svolgere, persone a cui ci accostiamo, ambienti che frequentiamo – e accoglierle, allontanando e proteggendoci invece dai fattori che potrebbero nuocere al nostro campo energetico.

Il timo, si situa al di sopra del cuore nella zona dello sterno ed è associato al quarto chakra: Anahata, che viene raffigurato come un fiore di loto a 12 petali di colore verde intenso. L’elemento corrispondente è l’aria e la corrente energetica che lo governa Prana vayu, che procede dal centro del nostro corpo verso l’alto.

Anahata è il centro energetico di equilibrio tra i primi 3, legati alla dimensione materiale, e gli ultimi 3, più legati alla dimensione spirituale. Viene anche chiamato “chakra del cuore” per la sua posizione e per la connessione con il senso di amore incondizionato: Agape. Anahata funziona in maniera sana quando siamo capaci non soltanto di dare ma anche di ricevere amore, quando abbiamo un equilibrio interno tra l’amore per noi stessi e l’amore per gli altri e una sana capacità di mantenere il confine, quando siamo liberi da paure e rancori e capaci di aprirci alla gratitudine e alla compassione.

Quando il quarto chakra non funziona si presentano disturbi legati al sistema immunitario, al sistema cardiaco e polmonare. Il dolore è il demone di questo centro energetico, che pesa sul cuore come un macigno e impedisce una respirazione completa. Il dolore cristallizzato può produrre una carenza o un eccesso nel funzionamento del quarto chakra. Nel primo caso si tende a rimanere legati al passato e ad evitare l’intimità per paura di essere rifiutati, il bisogno d’amore non viene riconosciuto per il forte senso di indegnità sottostante. L’eccesso nel funzionamento del chakra del cuore porta a prendersi cura dell’altro in modo compulsivo arrivando a negare i propri bisogni nella speranza illusoria di essere amati.

La struttura caratteriale connessa a questo centro di energia in disequilibrio è quella del rigido o dell’isterica. Il rigido ha spesso il secondo e il quarto chakra chiusi e il terzo in eccesso. Non ha empatia e non è in contatto con le proprie emozioni (chiusura del secondo chakra). Compensa con un eccessivo ego, riempendosi di impegni, doveri e realizzazioni (eccesso di terzo chakra). Trattiene costantemente la propria energia e teme di entrare in contatto con i propri sentimenti e con il bisogno di amore che non è in grado di ammettere. L’isterica ha il secondo chakra in eccesso, tende a sentirsi viva solo quando prova emozioni intense, ha reazioni spropositate rispetto alle situazioni e tende alla ciclotimia. Rigido e isterica non sviluppano relazioni autentiche per paura di esporsi e soffrire, innalzano delle barriere talmente alte contro il rifiuto che spesso chiudono una relazione per paura di essere rifiutati. Nel ciclo della Gestalt un blocco al quarto chakra comporta un blocco nella fase di contatto.

Per riassumere, il funzionamento di questi primi 4 chakra è condizionato dal libero fluire di 4 emozioni: la paura, la colpa, la vergogna e il dolore, che cristallizzandosi provocano un disequilibrio nel centro di energia e di riflesso nella funzione fisiologica corrispondente. Esiste una corrispondenza diretta tra le emozioni, viste come correnti energetiche, e i sintomi fisici.

Gli ultimi tre chakra sono i più ‘spirituali’, legati ad elementi più sottili: il suono, la luce e il pensiero .

Vishuddi chakra e la Tiroide

visuddi

La tiroide ha una funzione importantissima: regola il metabolismo, la temperatura del corpo, il peso, la crescita delle ossa, lo sviluppo delle cellule nervose. E’ situata nella parte bassa del collo e a livello energetico viene associata al quinto chakra: Vishuddi, raffigurato come un fiore di loto a 16 petali di colore blu. L’elemento associato è l’etere, lo spazio, e la corrente energetica è Udana vayu, che procede dal centro verso l’alto.

Quando siamo in grado di esprimere le nostre emozioni e i nostri bisogni, in modo chiaro, liberi da condizionamenti, paura del giudizio altrui, filtri sociali, il quinto centro è in equilibrio e ci permette di relazionarci con l’esterno in maniera funzionale. Il sintomo di un quinto chakra in equilibrio è una voce risonante e ritmica, che parla onestamente, concisamente e chiaramente. La conversazione con gli altri è equilibrata e vi è una reale capacità di ascoltare e rispondere.

Un quinto chakra in disequilibrio produrrà disfunzioni tiroidee e quindi disturbi del metabolismo.

La struttura caratteriale associata ad un quinto chakra in disequilibrio è la psicopatica (così definita da Lowen). Lo psicopatico esercita la seduzione per manipolare gli altri e ottenere potere sull’altro. Riesce a costruire forti legami portando gli altri a dipendere da lui. Nella curva della Gestalt il blocco al quinto chakra è associato al blocco nella fase del post-contatto, all’incapacità dell’individuo di stare nella soddisfazione dell’azione appena compiuta.

Ajna chakra e ghiandola pituitaria

ajna

La ghiandola pituitaria, considerata la ghiandola principale del sistema endocrino, è controllata dall’ipotalamo, il punto di incontro tra sistema endocrino e sistema nervoso. Ha la funzione di regolare il ciclo mestruale nelle donne, la gravidanza, la nascita e l’allattamento. La secrezione degli ormoni della ghiandola pituitaria può essere influenzata da fattori emotivi così come dai cambiamenti ambientali.

E’ situata al centro della testa ed associata al sesto chakra, conosciuto come terzo occhio: Ajna chakra, che viene raffigurato come un fiore di loto a 2 petali di colore indaco – violetto e l’elemento che ad esso viene associato, se così possiamo chiamarlo, è la luce. Rappresenta l’unione dei 5 elementi ed è governata da Udana Vayu.

Il sesto chakra rappresenta la sede dell’intuizione e – in alcuni casi – della veggenza. La sua apertura ci permette di essere connessi con la guida interiore, con la nostra mente subconscia, quindi di attingere alla sorgente di consapevolezza che dimora in ciascuno di noi. Nel ciclo dell’esperienza l’equilibrio del sesto chakra è connesso alla capacità di stare nel vuoto fertile.

Sahasrara Chakra e Ghiandola Pineale

sahasrara

La ghiandola pineale funge da orologio biologico, regola le fasi di sonno-veglia, i ritmi biologici delle attività durante le diverse stagioni. Secerne un ormone chiamato melatonina che regola il ciclo del sonno.

E’ associata all’ultimo chakra, il settimo: Sahasrara, la sede della pura coscienza. Il settimo chakra viene raffigurato come fiore di loto dai mille petali di colore bianco luminoso. Il mantra di riferimento è OM e – a livello energetico – rappresenta la connessione con il sé autentico.

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