Conoscete il proverbio: l’abito non fa il monaco? Non basta indossare un bel paio di scarpe per essere eleganti, cambiare il colore dei capelli per essere affascinanti o indossare oggetti costosi per essere persone di valore. L’eleganza, il fascino, il valore di una persona non possono essere demandati all’esterno, sono qualità intrinseche che un individuo ha o non ha e che sicuramente non può acquistare su amazon.
Nella mia esperienza di vita ci sono stati tanti cambiamenti. Ho cambiato la città in cui vivevo, il lavoro che svolgevo, gli amici che frequentavo, il cibo che mangiavo, la casa in cui abitavo. La spinta al cambiamento per me è stata sempre la ricerca di una condizione di vita più felice. Credevo che andando via dalla Sicilia e trasferendomi in una grande città come Milano mi sarei sentita più felice. Credevo che cambiando radicalmente lavoro e trasformando la mia vita, passando dai tacchi alti all’assenza di scarpe, mi sarei sentita più soddisfatta.

Ho cercato nella direzione sbagliata

Tutti questi cambiamenti, importanti e non semplici, hanno avuto il pregio di regalarmi ciò che in parte cercavo: l’esperienza di vita. Vivere in luoghi nuovi, ascoltare lingue diverse, confrontarmi con culture e abitudini lontane dalle mie mi ha arricchito, per me è stata una fonte inesauribile di scoperte e di conoscenza. Ma se l’obiettivo era trovare la felicità, detto in termini più realistici, essere in pace con me stessa e vivere contenta di ciò che sono, allora ho cercato nella direzione sbagliata. Non è facile, oggi, dopo avere rivoltato la mia vita come un calzino, riconoscere che la fatica, i sacrifici, le paure, le difficoltà che ho dovuto affrontare per gestire tutti questi cambiamenti non sono serviti a raggiungere l’obiettivo. Mi hanno dato molto ma non quello che cercavo.

Tutte le esperienze servono nella vita

Io però oggi, proprio grazie a tutte le esperienze che ho fatto, ho la presunzione di pensare che, se non avessi percorso tanta strada, non sarei arrivata a questa conclusione. Anche se questo vuol dire che ho avuto la porta di casa proprio davanti agli occhi e invece di attraversare la strada per raggiungerla ho fatto prima il giro del mondo. Non credo che se avessi passato la mia vita nel paese in cui sono cresciuta e vivessi ancora nella casa dei miei genitori avrei raggiunto la felicità.

Rifarei tutto daccapo

Quello che ho realizzato, ormai da qualche tempo, è che lasciare la finanza per diventare un’insegnante di yoga mi è servito a tante cose ma non a rendermi più soddisfatta e a sentirmi più realizzata. Quando lavoravo in banca ero convinta che se avessi cambiato lavoro sarei stata più contenta ed io non mi sono accontentata solo di cambiare lavoro, ho stravolto la mia vita professionale, impiegando tante risorse e facendo anche rinunce. Quindi non è stata proprio una passeggiata sul lungo mare! La forza e la determinazione mi sono venute dalla ricerca della gioia di vivere e dalla illusoria convinzione che cambiando quello che facevo potevo cambiare ciò che ero. Non è diverso dal dire che ho creduto di diventare un monaco semplicemente indossando una tonaca.

Grazie irrequietezza!!!

Quando ho iniziato la mia vita da yogi mi sono accorta che era cambiato lo scenario, le persone con cui mi relazionavo, le difficoltà che dovevo affrontare ma non era cambiata quella strisciante irrequietezza – a volte esplodeva in pesante frustrazione, a volte rimaneva latente in incubazione – che mi aveva spinto a cambiare. Oggi ringrazio l’irrequietezza che mi ha accompagnata negli anni perché è stata una potente spinta alla ricerca. Lo yoga dopo qualche anno non mi bastava, ho studiato e studiato perché volevo con accanimento comprendere i meccanismi della mia mente. Per arrivare dove? A comprendere che stavo scappando da me stessa. Ho cambiato l’abito ma non sono diventata un monaco. Ho mantenuto lo stesso approccio all’esistenza, ho continuato a valutare la mia vita e me stessa utilizzando lo stesso identico metro di misura di prima. Non potevo che sentirmi la stessa persona.

La funzione delle crisi

Se incappate nella mia stessa trappola, prima o poi entrate in crisi. E la crisi arriva per avvisarci della presenza di una struttura mentale – fortemente condizionante e repressiva – che deve essere trasformata. Cos’è questa struttura mentale? Non voglio usare parole come “Io”, “Ego”, “Falso sé”, preferisco descriverla come la cella di una prigione fatta di credenze false (per esempio il successo è fare carriera, una donna è realizzata solo se è madre) e di falsi DEVO (devo essere simpatica a tutti, devo essere sempre disponibile, devo essere produttiva), ognuno ha i propri. È una prigione che ci fa sentire frustrati perché ci costringiamo ad essere diversi da ciò che siamo, a perseguire obiettivi in cui nel profondo non crediamo e a confrontarci con modelli irraggiungibili, con il risultato che perdiamo spontaneità e insieme a questa anche la gioia di vivere.

Cosa deve veramente cambiare?

Deve essere trasformata questa struttura. Se non viene ristrutturata questa struttura è come pretendere di ristrutturare casa, cambiando semplicemente la facciata esterna. Non funziona così purtroppo. Non basta. Prima di intraprendere un cambiamento fermatevi a riflettere su cosa volete davvero ottenere attraverso il cambiamento e sappiate che questo avviene dentro, il fuori segue e si allinea a ciò che siamo.

Secondo la teoria di Beisser, “Il paradosso del cambiamento”, l’uomo cambia veramente quando cessa di voler essere ciò che dovrebbe essere e decide di diventare ciò che è.

Essere felici è possibile

Vi mentirei se vi dicessi che è una strada breve ma vi mentirei anche se vi dicessi che è impossibile. Ciò che ci spinge a cambiare è sempre la ricerca di una vita più felice, questo è un bisogno legittimo e sacrosanto. Non illudetevi però di trovare la felicità modificando solo l’esterno: il lavoro, la casa, il compagno. Conosco l’irrequietezza che ci spinge a desiderare di cambiare, ma non limitatevi a fare, fare, fare, solo per metterla a tacere. Fermatevi, respirate, rivolgetevi al vostro inconscio, capite prima chi siete e cosa volete e vi assicuro che troverete la via per avviare una vera trasformazione ed essere felici.

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Ilaria Evola
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