anahata

Il centro energetico del cuore: Anahata Chakra

Anahata, altrimenti detto chakra del cuore, è il centro energetico di equilibrio tra i primi 3, legati alla dimensione materiale, e gli ultimi 3, più legati alla dimensione spirituale. Viene anche chiamato “chakra del cuore” per la sua posizione e per la connessione con il senso di amore incondizionato: Agape. Anahata funziona in maniera sana quando siamo capaci non soltanto di dare ma anche di ricevere amore, quando abbiamo un equilibrio interno tra l’amore per noi stessi e l’amore per gli altri e una sana capacità di mantenere il confine, quando siamo liberi da paure e rancori e capaci di aprirci alla gratitudine e alla compassione.

Eccesso e carenza del quarto chakra

Quando il quarto chakra non funziona si presentano disturbi legati al sistema immunitario, al sistema cardiaco e polmonare. Il dolore è il demone di questo centro energetico, che pesa sul cuore come un macigno e impedisce una respirazione completa. Il dolore cristallizzato può produrre una carenza o un eccesso nel funzionamento del quarto chakra. In caso di carenza, si tende a rimanere legati al passato e ad evitare l’intimità per paura di essere rifiutati, il bisogno d’amore non viene riconosciuto per il forte senso di indegnità sottostante. L’eccesso invece, porta a prendersi cura dell’altro in modo compulsivo arrivando a negare i propri bisogni nella speranza illusoria di essere amati.

Struttura caratteriale e quarto chakra in disequilibrio
La struttura caratteriale connessa a questo centro di energia in disequilibrio è quella del rigido o dell’isterica. Il rigido ha spesso il secondo e il quarto chakra chiusi e il terzo in eccesso. Non ha empatia e non è in contatto con le proprie emozioni (chiusura del secondo chakra). Compensa con un eccessivo ego, riempendosi di impegni, doveri e realizzazioni (eccesso di terzo chakra). Trattiene costantemente la propria energia e teme di entrare in contatto con i propri sentimenti e con il bisogno di amore che non è in grado di ammettere. L’isterica ha il secondo chakra in eccesso, tende a sentirsi viva solo quando prova emozioni intense, ha reazioni spropositate rispetto alle situazioni e tende alla ciclotimia. Rigido e isterica non sviluppano relazioni autentiche per paura di esporsi e soffrire, innalzano delle barriere talmente alte contro il rifiuto che spesso chiudono una relazione per paura di essere rifiutati. Nel ciclo della Gestalt un blocco al quarto chakra comporta un blocco nella fase di contatto.

Nel chakra del cuore il percorso di riappropriazione del sé giunge ad un nuovo equilibrio: quello tra animus e anima (Hillman), tra archetipo del maschile e del femminile. Il quarto chakra è il luogo in cui si sviluppa il rapporto tra essere e amare, tra identità e intimità con l’altro. È il terreno di equilibrio tra il protendersi e il ricevere, il punto sottile in cui realizziamo il contatto con l’ambiente. È un equilibrio dinamico, in continua evoluzione, in cui sperimentiamo il confine tra libertà e attaccamento, autonomia e arrendevolezza: la capacità di darsi senza perdere la propria identità. A livello corporeo è la capacità di definire lo ‘strato di confine’ del nostro corpo e lo ‘spazio di confine’ tra il nostro corpo e l’ambiente (Kepner[1]), trovando un equilibrio che ci permetta di entrare in contatto senza farci invadere e di preservare i nostri confini senza respingere indiscriminatamente.

Gestalt e quarto chakra
Nella curva dell’esperienza è il momento in cui l’individuo, che ha preso coscienza del proprio bisogno reale e ha agito di conseguenza, arriva al soddisfacimento nel contatto con l’ambiente. Se la sua autoregolazione non è inficiata dalle resistenze prima menzionate, questo contatto si realizza in forma piena e prosegue verso gli altri stadi. Tuttavia il passaggio energetico al cuore è sempre il più problematico, è quello in cui è più consueto perdersi nella co-dipendenza, in un eccesso disperato di ricerca esterna di amore e accettazione, o chiudersi nell’isolamento, nella disperata rassegnazione ad essere rifiutati.

L’equilibrio del quarto chakra richiede la consapevolezza di potere modulare la distanza con l’ambiente per soddisfare i propri bisogni

Ripristinare il funzionamento del quarto chakra

Ripristinare il funzionamento del quarto chakra ha molto a che fare con il sentire il dolore del cuore e comprenderne la natura, uscendo dalla dinamica del blame game, di incolpare gli altri per le nostre sofferenze. Nelle relazioni ci si incontra per lavorare sui tratti delle personalità, come sostiene Naranjo, altrimenti ciò che ci ha attratto poi ci separa. Spesso il dolore che proviamo alla fine di una relazione è il dolore per la perdita della nostra autenticità e per il tradimento di noi stessi. Quando si sviluppa l’auto accudimento, l’accettazione e l’ascolto di sé, accogliendo se stessi si è pronti ad accogliere l’altro. È necessario guarire il senso profondo di indegnità d’amore che si è scolpito nel corpo, attraverso il recupero dell’amore di sé. Il momento in cui si verifica la guarigione, si è pronti a relazionarsi con l’altro ‘liberi dal bisogno e dalla paura’ (Neill)[2].

Il quarto centro di energia è legato all’elemento più sottile in natura, l’aria. Per ripristinare il suo funzionamento possono essere utilizzate tecniche di respirazione appartenenti alla tradizione yogica (pranayama) insieme a visualizzazioni guidate che mirino alla ierogamia, al matrimonio sacro tra il maschile e il femminile che albergano nel nostro cuore.

[1] Kepner J. (1993). Body Process. [2] Neill A. (1990). I ragazzi felici di Summerhill: il piacere di educare e di essere educati. Como: Red Edizioni.