La rabbia è un’emozione che proviamo tutti ma che a volte non sappiamo esprimere adeguatamente. Socialmente è purtroppo considerata un’emozione negativa e quindi vorremmo non provarla mai e se accade, facciamo di tutto per controllarla e reprimerla. Come tutte le emozioni, però, ha una funzione importante: è un meccanismo di protezione che ci segnala che qualcosa non va.
La proviamo quando ci sentiamo invasi, non rispettati, usati, presi in giro, offesi, quando riteniamo di subire un’ingiustizia e in molte altre occasioni. Ignorare o reprimere questo messaggio ha l’effetto ‘pentola a pressione’.

Manifestare la nostra rabbia ci fa paura e quindi la comprimiamo a nostre spese. Reprimerla alimenta sentimenti depressivi e di inferiorità, andando ad intaccare la nostra autostima.

La rabbia diviene negativa e quindi distruttiva quando non viene riconosciuta ma piuttosto negata. Così facendo si rischia di accumularne tanta da finire per esprimerla violentemente in momenti inadeguati e verso le persone più deboli.

Reprimere o negare la rabbia non significa, inoltre, eliminarla. La rabbia repressa si manifesta nel corpo attraverso mal di schiena, infiammazione dell’apparato digestivo e psoriasi.

Possiamo fare amicizia con la rabbia

La rabbia però è “dalla nostra parte”, è un utile meccanismo di protezione. Piuttosto che reprimerla possiamo imparare ad usarla in maniera efficace trasformandola in assertività.

Potete scoprire come al prossimo incontro del ciclo Autostima al Femminile che si terrà mercoledì 22 febbraio alle 19.00 al City ZEN. 

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Ilaria Evola
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