Impermanenza della realtà

Coltivare il pensiero dell’impermanenza è parte dell’allenamento alla consapevolezza: tutto fluisce continuamente, si trasforma. Sapere che tutto scorre, ci permette di prendere con più leggerezza la nostra sofferenza e quella altrui. Se nulla è statico, anche il disagio che stiamo sperimentando adesso non è statico, definitivo e assoluto.

La pratica dell’osservazione delle sensazioni-emozioni-pensieri ci fa toccare con mano la realtà dell’impermanenza. Se ci fermiamo ad osservare le sensazioni anche semplicemente quelle del corpo, ci renderemo conto che la nostra attenzione viene attirata da sensazioni di volta in volta diverse. Lasciamo che queste arrivino e si dissolvano, osserviamo questo continuo alternarsi figura-sfondo, senza attaccarci a nessuna.

Tutto fluisce come l’acqua di un fiume che scorre incessantemente: impermanenza.

La nevrosi è la rigidità su una figura senza mobilità figura-sfondo. Questa mobilità avviene naturalmente se non interveniamo con l’attaccamento. Anche la sofferenza se la lasciamo andare anche solo per un attimo, non sarà più così intollerabile e angosciante perché il nostro naturale processo di autoregolazione sarà libero di agire.

Meditando sull’impermanenza favoriamo la disidentificazione anche dagli stati emotivi e riusciamo a farci attraversare, ridimensionando nel tempo l’intensità della sofferenza.

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Ilaria Evola

Ilaria Evola opera a Milano come counselor per il benessere personale e relazionale. Diplomata in counseling gestaltico, ha sviluppato un approccio somatico che integra le tecniche di consapevolezza corporea con quelle psicologiche. Oltre ai percorsi individuali, tiene anche laboratori di counseling per gruppi e insegna yoga e meditazione.
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