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Il modo più efficace per raggiungere la padronanza di sè e non essere dominati dalle emozioni è la meditazione. La forza interiore che scaturisce dall’atteggiamento meditativo permette di affrontare qualunque difficoltà. La meditazione non elimina i problemi ma fornisce le soluzioni. E’ attraverso la meditazione che la voce del Sè ci parla per guidarci e assisterci nella nostra vita.

Cos'è il Sè?
Jung definisce il Sé (con la S maiuscola) come la totalità psichica dell’individuo, rispetto a cui l’io, la parte cosciente, è solo una piccola parte. Nell’induismo, in particolare, il Sè è definito “Ātman”, espressione che nell’Advaita Vedānta sta a indicare l’intima essenza dell’individuo. In Occidente la coscienza di sé è stata spesso il fondamento della riflessione di numerosi filosofi, i quali hanno espresso l’importanza di approdare a se stessi prima di iniziare l’indagine delle verità assolute: l’autocoscienza cioè come presupposto della conoscenza, sintetizzato dal motto delfico “conosci te stesso”. Nel cristianesimo, soprattutto esoterico, il Sè viene identificato come la voce dell’angelo custode o dello spirito guida, identificabile con l’autentica natura dell’anima umana. Gurdjieff definiva il Sè l’essenza dell’individuo, pura e autentica, contrapposta alla personalità, condizionata dai vissuti e dall’ambiente.

Che cos’è la meditazione? Esiste un metodo giusto? Queste sono le domande che ci facciamo quando si parla di meditazione. Ho sentito qualcuno definirla come “controllo della mente”. Niente è più lontano dalla meditazione della parola controllo!!! Il grande maestro Krishnamurti avrebbe risposto: “Non chiedermi come meditare, fallo!” E’ un concetto che condivido in pieno: la meditazione non va spiegata ma vissuta. Ognuno di noi può sperimentare la meditazione a modo proprio e con i propri tempi.

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La meditazione è in sostanza un metodo per esplorare se stessi ed entrare in contatto con il proprio mondo interiore. Quando meditare diventa un’abitudine, si verifica un cambiamento permanente nella vita di una persona: si comincia a percepire l’esistenza di qualcosa che va oltre i cinque sensi. Ogni volta che meditiamo ci dedichiamo alla nostra crescita spirituale che consiste nel conoscere se stessi. Sin dai tempi dell’oracolo di Delphi, “conosci te stesso” è stata la motivazione che ha spinto – con enorme arricchimento per l’umanintà-  mistici, filosofi, scienziati e pensatori di tutte le epoche storiche alla ricerca interiore. Socrate, Platone, Santa Teresa d’Avila, Walt Whitman, per citarne alcuni, trascorrevano molto tempo nella contemplazione interiore, entrando in contatto con la propria natura più elevata – il Sè – che è l’unico modo per realizzare se stessi. Queste persone trascorrevano molto tempo in solitudine ma per meditare non è necessario ritirarsi dal mondo, vivere in un monastero o isolarsi da tutti. La meditazione è un ritorno alla realtà, quella vera, non una fuga. Per meditare è però necessario imparare a creare il silenzio intorno a sè e a stare nel silenzio, perchè è solo nel silenzio che possiamo veramente ascoltare la voce della nostra anima.

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Come creare il silenzio: trovate un posto tranquillo, assicuratevi di non essere distratti dal telefono, figli, coinquilini o altro, sedetevi anche su una sedia se non riuscite a stare a terra a gambe incrociate e chiudete gli occhi. Il silenzio più difficile da creare è quello interiore. Appena chiudete gli occhi la vostra mente vi bombarderà – se non siete allenati – di immagini e pensieri che vi distrarranno, allontanandovi dal presente e portandovi indietro a ciò che è successo o avanti a ciò che vi aspetta. Il momento più difficile è proprio l’inizio, che richiede tanta pazienza per non scoraggiarsi e non demordere se la mente non si acquieta immediatamente. Per rilassare la mente e prepararla a meditare iniziamo con il rilassamento del corpo e del respiro, poi focalizziamo l’attenzione su un unico stimolo: alcune tradizioni utilizzano un mantra, altre un mandala, nella meditazione vipassana si parte dall’osservazione del respiro. Qualunque metodo si utilizzi è necessario allenarsi per indurre la mente ad uno stato di quiete e non scoraggiarsi se non si ha un risultato immediato. Nel tempo i risultati arriveranno.

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Personalmente divido il mio periodo di meditazione in due parti: una attiva e l’altra passiva. Come suggerisce Swami Kriananda: con la preghiera parliamo con Dio e con la meditazione ascoltiamo la risposta. Disponiamoci a visualizzare ciò che desideriamo realizzare nella nostra vita, osserviamo le nostre resistenze e paure e chiediamo di essere aiutati, guidati e sostenuti. L’atteggiamento attivo consiste nel manifestare la sincera intenzione di superare un ostacolo o raggiungere un obiettivo o semplicemente capire cosa si vuole veramente. Il secondo momento è quello in cui ci disponiamo in un atteggiamento passivo di ascolto, in cui sospendiamo qualunque ragionamento logico e restiamo a osservare il respiro fino a quando non emerge una risposta, sotto forma di lampo di intuizione, immagine, pensiero o altro. Questo momento per me è spesso accompagnato da una sensazione di gioia mista alla certezza che tutto va bene così com’è e non devo preoccuparmi di nulla. In questa immobilità vi sentirete pervadere da un senso di profonda pace, armonia e interezza e sarete recettivi a cogliere i messaggi che costantemente il Sè vi invia.

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La meditazione è l’unico modo per contattare il Sè e risvegliare il proprio potere creativo. Attraverso la meditazione si integrano i 4 aspetti dell’individuo: fisico, mentale, emotivo e spirituale. Il continuo sforzo di contattare il vostro Sè vi guiderà e vi ispirerà per raggiungere i vostri obiettivi e vivere con piena realizzazione.

Queste considerazioni insieme ai benefici che la mia vita sta ricevendo dal meditare mi hanno spinto a iniziare un ciclo di incontri di meditazione con cadenza mensile. Trovate qui i dettagli per partecipare.

MeditazioneIlaria

Meditare è scoprire lo Spirito di Dio dentro di te