Shiva, il Dio, è il principio energetico Maschile. E’ un dio strano: sembra un vagabondo, coperto di cenere, seminudo, scalzo, spettinato, con una falce di luna tra i capelli e il fiume Gange che gli sgorga sulla testa, adornato con monili di serpenti vivi. Se ne sta eternamente raccolto in meditazione in qualche picco montano, inaccessibile quanto lui.

La Dea, la Shakti, è la potenza, l’energia, è la Vita, il principio energetico Femminile.

… facciamo iniziare la storia nel momento in cui Brahma, che per l’appunto è il dio dell’inizio, chiede alla Dea, alla Shakti, di incarnarsi in una donna e portare Shiva nel mondo, nella Vita, distogliendolo dalle sue pratiche ascetiche. La Dea accetta e sceglie di nascere al mondo come figlia di Daksha: questo signore è un re molto conosciuto nonché figlio di Brahma stesso. Così nasce Shakti, la Dea incarnata, una spettacolare principessa, una meraviglia della natura per bellezza, saggezza e intelligenza. Il padre è felice e non vede l’ora di darla in moglie a qualche valoroso re del circondario. Arrivano ondate di pretendenti da tutto il mondo ma Shakti rifiuta tutti, lei vuole solo Shiva. Sembra però un sogno impossibile, dato che Shiva se ne sta in meditazione sulla montagna più alta del mondo, lontano da tutto e decisamente inadatto alla vita di corte che una principessa dovrebbe condurre. Shakti è irremovibile: o Shiva o niente. Il padre si arrende all’evidenza:  la bellissima figlia non sposerà alcun re. Decisa a non rinunciare al suo desiderio, la stessa Shakti lascia gli agi delle reggia paterna e  si ritira in meditazione nei boschi, pensando che l’unico modo per incontrare Shiva sia seguire le stesse pratiche ascetiche che il Dio conduce. Da principessa diviene eremita: la Dea incarnata pratica il digiuno, la meditazione e l’ascesi come se non avesse mai fatto altro in vita sua, con tale concentrazione da surriscaldare gli iperurani dove i “deva” (divinità del mondo) dimorano. Lassù finiranno arrostiti se non si mette fine in qualche modo alle pratiche di Shakti… è così che i deva chiedono a Shiva di aiutarli. Il mestiere di un dio è ascoltare le suppliche e esaudirle! Nel momento in cui Shiva esce dalle sue austerità e apre gli occhi, nota Shakti e se ne innamora.

Dietro questa leggenda che racconta dell’unione di Shiva con la sua Shakti scorgiamo il potere dell’energia universale, che in quanto tale crea ciò che desidera. Noi creiamo continuamente anche quando non ce ne accorgiamo, è importante sapere usare questo potere che è in noi in quanto parte dell’universo. Non arrendersi alle difficoltà e trasformare una situazione apparentemente infausta in un’opportunità significa essere creativi, usare il potere di trasformazione che abbiamo…

Al potere di trasformazione è dedicato il seminario del 4 Novembre al CityZen, scoprite di più!

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Ilaria Evola

Ilaria Evola opera a Milano come counselor per il benessere personale e relazionale. Diplomata in counseling gestaltico, ha sviluppato un approccio somatico che integra le tecniche di consapevolezza corporea con quelle psicologiche. Oltre ai percorsi individuali, tiene anche laboratori di counseling per gruppi e insegna yoga e meditazione.
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