C’è una storiella indiana che racconta di un giovane che abbandona la propria famiglia e si mette in cammino per andare ad incontrare vari maestri, dai quali spera di ricevere la “verità”. Per trenta, quaranta, cinquant’anni percorre l’India in su e in giù ma la verità non la trova. Alla fine, quando è ormai diventato vecchio e stanco, ritorna a casa. Bussa alla porta, qualcuno gli apre, e proprio in quell’istante vede: la verità! La guida interiore non è chissà dove nel mondo, è molto vicina, è proprio dentro di noi!

La ricerca della guida

Una volta qualcuno mi ha chiesto: chi è il tuo guru? Il significato di questa parola è “guida spirituale”, “maestro”, “degno di venerazione da parte dei discepoli”. Ci sono intere organizzazioni create intorno alla figura e agli insegnamenti dei guru indiani e anche occidentali.

Cosa spinge l’essere umano a cercare il proprio guru? La stessa motivazione del giovane della storiella indiana. Cerchiamo qualcuno che ci “fornisca la verità”, qualcuno che ci dica cosa fare e cosa non fare, la disciplina da seguire per vivere meglio, per essere felici, per liberarci dalla sofferenza e risolvere i nostri problemi. L’India, nell’immaginario collettivo, è “la terra dei guru” ma ne abbiamo avuti anche in Occidente e alcuni hanno indubbiamente trasmesso saggezza e insegnamenti utili. 

I veri maestri

Krishnamurti è considerato uno di questi, anche se a lui non piaceva essere etichettato come maestro. Anzi, in più occasioni durante i suoi famosi discorsi a Saanen, ripeteva di non uniformarsi passivamente a nessun insegnamento, neanche al suo, ma di imparare ad ascoltare senza il bisogno compulsivo di dire subito “sì, sono d’accordo” o “no, non sono d’accordo”. È la stessa cosa che insegna Yogananda: “non prendete per oro colato le mie parole, fatene esperienza e poi decidete”. Persino il Buddha – secondo ciò che riporta Lama Jampa Gyatso nei “Gioielli del Buddhismo” – disse ai suoi discepoli: non credete nei miei insegnamenti solo perché escono dalla mia bocca e avete fede in me; usate la vostra stessa intelligenza ed esperienza per provare se ciò che dico è certo e vero.

Perché cerchiamo una guida?

Cercare una guida, un insegnamento da seguire, una via come quella di Gurdjieff, risponde al bisogno umano di sicurezza. E chi se non un Maestro con la “M” maiuscola, un illuminato può fornirci la certezza che seguendo i suoi insegnamenti non ci perderemo e potremo liberarci dal disordine e dalla confusione che regna nella nostra mente e che ci procura sofferenza?

Se leggiamo, però, con attenzione le parole del Buddha, ci accorgiamo che usa la parola intelligenza. Usate la vostra intelligenza e Krishnamurti quando ne parla dice: intelligenza, amore e compassione sono inseparabili, sono tutt’uno. Non sto parlando dell’intelligenza che si trova nei libri o nelle invenzioni ingegnose del pensiero; né dell’intelligenza di una mente abile e astuta. L’intelligenza di cui parlo percepisce istantaneamente quello che è falso, pericoloso, e subito se ne allontana.

Non è necessario andare in India!

Sapete qual è la bella notizia? Che non dobbiamo andare in India, in Tibet, in Giappone o chissà dove per acquisire questa forma di intelligenza perché è in dotazione a ciascun essere umano, indipendentemente dal grado di istruzione o di evoluzione spirituale che possiede. Risiede nella sua intuizione, ciascuno di noi ne è provvisto. Intuire significa avere una percezione immediata della verità. Potremmo anche definirla come la capacità di vedere la realtà senza il filtro della mente condizionata. Questa è la nostra più grande risorsa, la guida più affidabile, più attendibile. Non è imitando, conformandoci o seguendo gli insegnamenti di questo o quell’altro guru che la troveremo. Questa guida è al nostro interno.

Tre passi per entrare in contatto con la guida interiore

  • Il primo passo è riconoscere l’esistenza e l’affidabilità della guida interiore, che ci può dare quella sicurezza che cerchiamo all’esterno; 
  • il secondo è entrare in contatto con questa 
  • e la cosa più difficile è ascoltarla e affidarsi alla sua guida.

I condizionamenti con cui siamo cresciuti, tutti i “si deve” e “non si deve” che abbiamo assorbito, e le etichette che ci attribuiamo o ci hanno appiccicato addosso, rappresentano il più grande ostacolo. È come se la nostra radio interiore cercasse di sintonizzarsi sulla stazione della guida ma la frequenza fosse costantemente disturbata dagli schemi della mente condizionata. 

Come ascoltare la guida interiore

Allenandoci a contattarla e ad ascoltarla, potremo verificare e farne diretta esperienza: abbiamo un Gps infallibile che funziona h24. Sta a noi scegliere cosa seguire e chi ascoltare. Su questo video trovate un esempio di connessione alla guida. 

Seguite le indicazioni per entrare in uno stato di calma e di silenzio interiore e poi fermatevi ad ascoltare. Non dovete necessariamente fare vostre le parole che ascoltate, vi suggerisco di scrivere quelle della “vostra guida”, registrarle e ascoltarle quando sentite il bisogno di ritrovare la direzione. 

Contattami per saperne di più! 

Ilaria Evola
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