Nella prima parte dell’articolo ho spiegato il significato della ricerca spirituale ricorrendo alla metafora del viaggio: un percorso che l’anima compie sulla terra per “sanare le proprie ferite”, integrare gli aspetti scissi della coscienza e trascendere la mente condizionata[1]. Questo permette di ricongiungersi al proprio “vero Sé[2]” e quindi alla sorgente di energia cosmica universale.

Per iniziare questo percorso è necessario un allenamento continuo e costante che prevede dei passi importanti. Nella prima parte dell’articolo ne ho menzionati alcuni.

Se siamo sinceramente intenzionati a percorrere “la via dell’anima” non solo riceviamo gli aiuti necessari ma possiamo utilizzare alcuni strumenti che sono disponibili a chiunque. Si tratta di adottare un atteggiamento verso la vita che, coltivato e ripetuto nel tempo, ci permette di raggiungere anche quelle vette che ci appaiono invalicabili. Di cosa si tratta?

5 strumenti per progredire sul sentiero dell’anima

1. Atteggiamento positivo

Prima di tutto, alleniamoci a coltivare un atteggiamento positivo in tutto, anche nelle situazioni che ci appaiono più disperate.

Arnauld Desjardins, un grande maestro spirituale dell’occidente, nel libro “L’audacia di vivere” ci dice: in ogni istante vedete ciò che non va e non vedete ciò che va. … Non guardate soltanto ciò che la vita non vi ha dato, guardate ciò che vi ha dato. Forse, in questo momento, avete un lavoro che non vi soddisfa, vivete in una casa che non vi piace o avete una relazione difficile, o forse non avete un compagno… ok, questo è tutto quello che non va. Cosa suggerisce Desjardins? Dite sì a tutte le vostre difficoltà, sì alle mancanze, sì alla sofferenza che state provando, sì alla vita così com’è anche nel suo essere un disastro. E vi stupirete di sperimentare che nel momento in cui osate fare il primo passo, quando tutto sembra perduto, le cose cambieranno. Abbiate fiducia, non perdete mai la speranza!

2. Accettazione

Un altro strumento a nostra disposizione è accettare le circostanze che viviamo come un’opportunità che ci viene data per compiere la nostra missione. Quando l’anima si incarna dimentica da dove viene e con quale compito arriva sulla terra, se nel corso del suo “viaggio” intraprende una direzione che la allontana dalla meta, viene “aiutata” a tornare sul sentiero che la porterà a compiere la sua missione.

Questo “aiuto” che arriva dal nostro nucleo divino e dalle guide a cui siamo stati affidati non arriva via mail e neanche via whatsapp! Arriva sotto forma di difficoltà, di porte chiuse, di impedimenti. Quando la volontà dell’io cosciente è allineata con quella dell’anima le circostanze che viviamo sono portatrici di gioia, di pace e di benessere. Se la nostra volontà egoica ci porta lontano dal compito dell’anima, sperimentiamo tutta una serie di difficoltà, di circostanze contrarie, di ostacoli. È proprio in queste situazioni che possiamo scegliere di agire seguendo una via spirituale o no. Ci sono momenti dolorosi nella nostra vita che non abbiamo il potere di cambiare ma possiamo scegliere come viverli. Molti maestri spirituali – a me viene in mente Swami Sivananda – ripetono spesso che Dio a volte non dà ciò che gli chiediamo ma ciò che ci serve per il bene dell’anima.

3. Impermanenza

Un altro strumento importante è meditare sulla impermanenza delle cose. Niente dura per sempre, non ci sono circostanze statiche, tutta la nostra vita è un flusso in continuo cambiamento.

Guardatevi indietro e pensate ai momenti difficili che avete vissuto, non sono durati per sempre anche se in quel momento vi sembrava la fine del mondo. Se meditiamo sull’impermanenza ci rendiamo conto che le cose fluiscono e se smettiamo di resistere, usciamo dalla paralisi e ci lasciamo andare alla corrente della vita. Questa corrente è benevola e se ci affidiamo ci porta verso la meta con molta meno fatica. La corrente della vita, l’energia del nostro vero Sé non smette mai di chiamarci a sé per donarci gioia, abbondanza e pienezza. Per l’essere umano però è difficile affidarsi e accettare di “mettere da parte il controllo” e così si accanisce a risalire il fiume controcorrente, invece di lasciarsi amorevolmente trasportare verso il mare. Per quanto possiamo affinare le nostre capacità di previsione, non possiamo conoscere il futuro, non possiamo sapere se in futuro si presenteranno delle opportunità che noi in questo momento non riusciamo neanche a immaginare e che possono cambiare le circostanze in cui stiamo vivendo adesso. Forse vale la pena affidarsi!

4. Il potere del cuore

Il cuore è un potentissimo strumento dell’essere umano, è capace di guidarci in maniera esatta, facendoci comprendere ciò che è utile perseguire per il nostro bene. Ascoltare il cuore ci permette di evitare di vivere le situazioni dolorose di cui parlavamo sopra. Il cuore parla attraverso sensazioni, immagini, associazioni improvvise, coincidenze e soprattutto intuizioni precise. Se instauriamo una connessione continua con il nostro cuore, se instauriamo un dialogo e ascoltiamo i suoi “messaggi”, attingiamo ad una saggezza e ad una forza migliaia di volte più potente di quella della mente[3].  Cito ancora Arnauld Desjardins che nel suo libro “La via del cuore” ci invita a vivere seguendo la via del sentire piuttosto che quella del pensare. Agire ascoltando il cuore significa – per esempio – mettere da parte tutti i “doverismi”. Quando è possibile farlo, piuttosto che agire guidati dal “dovrei e non dovrei” – che appartiene alla mente condizionata – possiamo farci guidare da ciò che sentiamo: non “io devo fare questo” ma “io sento di fare questo” perché nel profondo del mio cuore sento che è bene per me.

5. Gratitudine

Un ultimo strumento, non in ordine di importanza, è la gratitudine, che è molto vicina all’assumere l’atteggiamento positivo di cui abbiamo già parlato.

Possiamo coltivare la gratitudine iniziando a non dare tutto ciò che abbiamo per scontato. Non sto parlando di cose straordinarie, pensate per esempio agli occhi, quante cose possiamo fare con i nostri occhi: assistere a un bellissimo tramonto, incontrare lo sguardo dell’altro, leggere il nostro autore preferito … l’elenco è lungo. Fermatevi un momento a riflettere su tutto ciò che i vostri occhi vi permettono. Potrei fare migliaia di esempi ma lascio a voi questo esercizio molto utile e potente: compilate un elenco di tutte le cose per cui essere grati e trovate ogni giorno una ragione per addormentarvi con la gratitudine nel cuore. La gratitudine è uno strumento potentissimo.

Chiudo augurandovi di percorrere nella vostra esistenza i passi necessari a compiere la missione a cui siete stati chiamati. Tutti noi abbiamo una missione, non importa se non siamo il presidente dell’Onu o degli Stati Uniti, ciascuno di noi ha una missione importante, che può anche semplicemente essere quella di sciogliere certi nodi dell’anima che ci portiamo dietro da generazioni. Ogni missione ha dignità e diritto di essere onorata.

Fate della vostra vita un cammino di vera e potente rinascita.

[1] La mente condizionata è l’insieme delle sovrastrutture e degli schemi di risposta appresi in età precoce, che ripetuti nel tempo vengono rafforzati sino a formare un programma che regola la modalità di relazionarci con noi stessi e con gli altri.
[2] Il nucleo divino al nostro interno, che viene chiamato in vari modi: essenza (Gurjieff), anima, Sé superiore (Assagioli),…
[3] Per approfondire l’argomento dell’intelligenza cardiaca potete consultare il testo di Anne Marquier “Usare il cervello del cuore” e quello di Silvia Di Luzio “Il cuore è una porta: dalla scienza un’ipotesi di evoluzione”. Entrambi sono edizioni Amrita.
Ilaria Evola
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