Matsyendrasana è una delle poche posizioni che si riferisce ad uno yogi illustre: Matsyendranath, ritenuto insieme a Goraksha, il fondatore della scuola tantrica dei natha-yogi, a cui si fa riferimento nell’Hatha Yoga Pradipika. Entrambi avrebbero sviluppato e diffuso la tecnica dell’Hatha Yoga in tutto il territorio indiano.

Matsyendrasana, come tutte le torsioni, imprime alla colonna vertebrale un movimento a spirale che tende a riequilibrare le nostre due energie complementari – maschile e femminile – ad unificare la capacita di azione con l’interiorità, la forza con la sensibilità. Riproduce al nostro interno la spirale di vita che ritroviamo in tutti gli stati della materia: DNA, ciclone, galassia, nebulosa. La spirale è il segno manifesto del vivente. L’Hatha Yoga Pradipika la descrive così: “Matsyendrasana è l’arma che distrugge una quantità di malattie terribili; grazie alla sua continua pratica, ravviva il fuoco gastrico degli uomini e permette il risveglio della Kundalini”.

E’ l’arma che distrugge una quantità di malattie terribili”: l’autore fa rifermento ai cinque klesha – egoismo, desiderio, odio, attaccamento e ignoranza – che sono associati all’ego, ostacolo principale alla percezione della nostra Vera Essenza. I Klesha rappresentano la causa dell’agitazione della mente e quindi della sofferenza. Praticando con costanza la posizione, l’allievo accetta le asimmetrie del corpo, rinunciando al tentativo utopistico di identificarsi con un modello perfetto.

Ravviva il fuoco gastrico”: qui si fa riferimento all’energia del plesso solare, situata in Manipura chakra. La compressione dell’addome da parte della gamba piegata favorisce la funzione di assimilazione ed eliminazione, considerate di primaria importanza nella medicina ayurvedica.

Permette il risveglio della Kundalini”. Simboleggiata da un serpente arrotolato alla base della colonna vertebrale, la Kundalini, rappresenta la Pura Coscienza, la percezione libera dal velo di Maya. Risvegliarla significa arrestare la perdita di energia causata dalle contraddizioni esistenti tra i nostri atti e i nostri pensieri e raggiungere l’armonia. Con una prima torsione a sinistra, si attiva l’energia lunare, femminile, pacificante, rinfrescante. Poi con la complementare torsione a destra, si attiva quella solare, maschile, calda e tonificante. Armonizzando queste due fondamentali correnti energetiche si permette all’energia vitale di fluire liberamente all’interno dell’asse verticale della colonna.

Effetti fisiologici della posizione (secondo Satyananda): ‘stimola il pancreas, il fegato, la milza, i reni, lo stomaco, il colon ascendente e discendente. E’ utile nel trattamento del diabete, della stitichezza, della dispepsia e dei problemi urinari. Tonifica la radice dei nervi, riallinea la colonna vertebrale. E’ raccomandata nei casi di lombalgia, reumatismi, ernia discale.’

Come eseguirla: Ci sediamo e allunghiamo le gambe, raddrizziamo la colonna e verifichiamo l’appoggio su entrambi gli ischi. Pieghiamo la gamba destra e portiamo il piede all’esterno del ginocchio sinistro. Possiamo mantenere la gamba sinistra stesa con il piede a martello o piegarla a sua volta portando il tallone sinistro al gluteo destro – entrando così nella posizione finale. Abbracciamo il ginocchio destro con il braccio sinistro e avviciniamo l’addome alla coscia con una leggera trazione. Inspirando giriamo il busto a destra ed espirando giriamo la testa con lo sguardo oltre la spalla destra. Appoggiamo la mano destra al suolo dietro la schiena e premiamo il palmo nell’intento di raddrizzare ulteriormente la colonna vertebrale. Le spalle rimangono sulla stessa linea orizzontale. Manteniamo la posizione con un respiro calmo e profondo, osservando la compressione dell’addome che avviene ad ogni profonda inspirazione. Sarebbe auspicabile tenere la posizione 2 minuti per ciascun lato ma possiamo iniziare con 10 respiri per poi incrementare il tempo con la pratica.

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Ilaria Evola

Ilaria Evola opera a Milano come counselor per il benessere personale e relazionale. Diplomata in counseling gestaltico, ha sviluppato un approccio somatico che integra le tecniche di consapevolezza corporea con quelle psicologiche. Oltre ai percorsi individuali, tiene anche laboratori di counseling per gruppi e insegna yoga e meditazione.
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