La festività dello ShivaRatri è legata ai più antichi miti ed è una tra le più coinvolgenti ricorrenze religiose indiane. Con Shivaratri vengono celebrate le nozze di Shiva e Parvati, la coppia divina dalla cui unione si manifesta l’energia del cosmo, che celebra l’atto creativo che dà vita all’universo. La data viene fissata in base al calendario induista e cade nella notte di luna nuova del mese lunare di febbraio-marzo(Phalgun). Quest’anno cade il 13 febbraio.

Simbolismo e significati di Shivaratri

Shiva, noto anche come Mahadeva, è una delle tre divinità (Trimurti) della tradizione induista, con Vishnu (colui che preserva) e Brahma (il creatore); il suo ruolo principale è la trasformazione, intesa anche come distruzione rigenerativa, la forza alchemica che cambia qualitativamente l’essere. La sua dimora è sul monte Kailash in Tibet, che è il luogo da cui nella spiritualità indiana hanno origine i sacri fiumi dell’Asia (visti come i capelli di Shiva), tra cui il Gange.

La notte di Shivaratri, letteralmente significa “notte dedicata a Shiva” e in prossimità di questa data si prepara una congiunzione planetaria particolare, per tale ragione le pratiche spirituali che saranno realizzate nella giornata sono considerate di buon auspicio e soprattutto portatrici di effetti benefici per corpo e mente. La luna è simbolo di realizzazione, di colui che ha saputo portare il suo sguardo oltre le apparenze, annullando ogni separazione tra Sé e Universo. La luna nera durante Shivaratri permette ai devoti di portare luce là dove regna l’oscurità dell’inconscio, liberandoli dalla schiavitù dell’illusione.

Ritualità

Shiva e Parvati ricordano a tutti noi in questa lunga e oscura notte come solo attraverso l’unità del nostro essere sia possibile vivere con mente chiara e cuore puro. Shiva e Parvati rappresentano in questo contesto il matrimonio mistico, cioè il ritrovamento e la ricongiunzione con il nostro vero essere, che è l’unica fonte di reale beatitudine. Per liberarsi dalla sofferenza dell’ignoranza  a cui è condannata la vita dell’uomo bisogna arrivare a riconoscere in se stessi l’essenza divina.

Secondo le antiche prescrizioni, ognuno in questa notte dovrebbe fare un bagno purificatore per l’anima e accendere incensi affinché il loro profumo possa purificare gli spazi in cui viviamo. Inoltre, accendere una candela o un lume che vegli tutta la notte simboleggiando la conoscenza e recitare il mantra di Shiva: Om Namaha Shivaya.

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Ilaria Evola

Ilaria Evola opera a Milano come counselor per il benessere personale e relazionale. Diplomata in counseling gestaltico, ha sviluppato un approccio somatico che integra le tecniche di consapevolezza corporea con quelle psicologiche. Oltre ai percorsi individuali, tiene anche laboratori di counseling per gruppi e insegna yoga e meditazione.
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