Ilaria Evola Yoga & Counseling

Sivananda Yoga è uno stile di Hatha Yoga che può definirsi completo, è infatti conosciuto anche come Yoga Integrale nel senso che integra diversi aspetti di questa disciplina così vasta e profonda. All’interno di ciascuna sessione di Sivananda, oltre allo spazio dedicato come in molte altre tradizioni alla sequenza di asana, c’è sempre una parte focalizzata sugli esercizi di allungamento del respiro – il pranayama – e una fase finale di rilassamento guidato, nella quale l’individuo metabolizza tutti i benefici della pratica.

Chi è Sivananda? Swami Sivananda nasce in India nella regione del Tamil Nadu nel 1887, trascorre diversi anni esercitando la professione di medico in Malesia e nel 1924 si trasferisce a Rishikesh ai piedi dell’Himalaya. Da quel momento vivrà per circa 7 anni immerso nel proprio percorso di yoga e meditazione. Nel 1932 viene fondato a Rishikesh il primo Sivananda Ashram e nel 1936 nasce la Divine Life Society. Gli insegnamenti di Swami Sivananda verranno diffusi tramite numerosi libri di cui lui stesso è autore e tramite i suoi discepoli, tra cui viene ricordato soprattutto Swami Vishnu Devananda, che ha introdotto la tradizione di Sivananda nel Nord America poco prima che il maestro lasciasse il suo corpo nel 1963.

Lo Yoga Integrale – Swami Sivananda ha il merito di avere ridato vita alla tradizione dello Yoga Integrale, che verrà diffusa e in parte personalizzata dai suoi discepoli, di cui ricordiamo oltre a Vishnu Devananda, anche Swami Satchidananda fondatore di Yogaville in Virginia (US) e Swami Satyananda Saraswati della scuola di Bihar (India). Lo Yoga Integrale, che non è stato inventato da Swami Sivananda ma risale a parecchi secoli scorsi, considera parte integrante della pratica quotidiana anche il pranayama e il rilassamento profondo, in assenza dei quali i benefici dello yoga per l’individuo possono essere solo parziali. In questa tradizione lo Yoga è considerato un vero e proprio ‘modus vivendi’ che abbraccia tutti gli aspetti dell’esistenza e che si basa su uno stile di vita semplice accompagnato da una profonda consapevolezza interiore. Il corpo viene visto come il tempio dello spirito, così come nella più antica tradizione tantrica, una suprema espressione di armonia che si estrinseca in un meccanismo con funzioni e necessità ben precise, il soddisfacimento delle quali è alla base di un corretto e adeguato funzionamento.

I 5 principi dello Yoga di Sivananda – Per rendere più chiaro il concetto possiamo ricorrere ad una metafora. Paragoniamo il corpo ad un’automobile. Per funzionare a regime un’automobile ha bisogno di 5 elementi: sistema di lubrificazione, batteria, sistema di raffreddamento, carburante e un guidatore vigile e attento. Così il corpo umano per funzionare in modo efficace  necessita di una combinazione di 5 fattori:

Corretto esercizio fisico (Asana): La parola ‘asana’ significa letteralmente posizione statica. Un insieme di asana viene definito sequenza e l’obiettivo delle sequenze dovrebbe essere quello di mantenere la colonna vertebrale – che è il fulcro del sistema scheletrico – in salute, aumentandone la forza e la flessibilità. Eseguire in una sessione determinate posizioni con una sequenza specifica è fondamentale per il raggiungimento e mantenimento della  flessibilità e tonicità del corpo. Le asana, inoltre, agiscono internamente, su organi e sistema linfatico. Una pratica costante permette, da un lato, di tonificare, rafforzare la muscolatura e migliorare l’allineamento del corpo, dall’altro, svolge un’azione più profonda sul sistema endocrino e sugli organi interni, agendo sul metabolismo e sul funzionamento del sistema digestivo e circolatorio.

Corretta respirazione (Pranayama): la corretta respirazione aiuta il corpo a connettersi con la sua ‘batteria’ interna: il plesso solare, il nostro magazzino energetico. Il Pranayama – parola che deriva dal sanscrito ‘prana’ e ‘ayama’ e si traduce come ‘allungamento del respiro’ –  comprende una serie di esercizi di respirazione che agiscono direttamente sul sistema nervoso con effetto stimolante o calmante, a seconda della  tecnica utilizzata. Il respiro – insieme al cibo e all’acqua – è un potente veicolo per l’assunzione del prana (energia vitale) e per questa ragione una respirazione adeguata e consapevole è anche un mezzo per fornire al corpo il carburante necessario al suo funzionamento.

Adeguato rilassamento (Yoga Nidra): sebbene la fase di rilassamento finale di una lezione o il rilassamento tra una posizione e l’altra vengano, a volte, erroneamente considerate una perdita di tempo, la sua funzione è fondamentale per garantire al corpo gli stessi benefici di un impianto di raffreddamento sul motore di una macchina. Immaginiamo che il sistema di raffreddamento della nostra automobile vada in tilt, le conseguenze sul motore sarebbero disastrose. Traslando sul corpo questo ragionamento, se manteniamo i muscoli in costante tensione e stato di allerta esauriamo in poco tempo tutta la nostra energia e ci sentiamo svuotati, ‘esauriti’, spossati. Se impariamo a ridurre gli sprechi energetici, concedendoci dei momenti di rilassamento profondo, ci accorgeremo di avere a disposizione più energia fisica e mentale.

Adeguato regime alimentare: l’apporto di cibo nutriente e sano rappresenta insieme al respiro una fonte di approvvigionamento di energia vitale.  E’ dunque necessario prestare la massima attenzione a ciò che introduciamo nel nostro corpo, dato che – come sostiene qualcuno – noi ‘siamo ciò che mangiamo’.

Pensiero positivo e meditazione: Il punto di arrivo della pratica dello yoga è il raggiungimento dello stato meditativo, negli otto passi dello yoga – Raja Yoga di Patanjali – la meditazione (Dhyana) rappresenta il penultimo stadio prima dell’illuminazione (Samadi). Per restare all’interno della nostra metafora, una mente capace di meditare è come un guidatore attento e prudente che riesce a guidare in modo fluido e armonioso, con sicurezza e controllo.

Per i dettagli sulla sequenza potete consultare questa pubblicazione: Sequenza Sivananda