TriangoloRovesciato

La spirale è una configurazione naturale presente nel regno vegetale, animale e umano.  Raffigura il movimento e lo spostamento di una forza in azione: come il vento nel cuore di un ciclone o la manifestazione dell’energia creatrice nel mondo manifesto. Illustra una figura ad elica che si apre all’infinito: il soffio del Prana, il respiro del mondo, l’equilibrio dell’essere umano ritmato da inspirazione ed espirazione, espansione e contrazione, prendere e rendere indietro, interiorità ed esterno. Nel corpo umano la doppia elica, costituita dalle due nadi – ida e pingala – che si avvolgono attorno a sushumna, sembra la replica della struttura del DNA.

Le posizioni dello yoga si riferiscono ad eroi e dei della mitologia (come Virabadrasana, Natarajasana e Matsyendrasana), a simboli (come il triangolo o la spirale), al mondo animale (il corvo, il pesce, il cobra, il cammello, ecc…), vegetale (come l’albero o la foglia) e a strumenti significativi per l’evoluzione dell’umanità (come il bastone, l’arco, la ruota, l’aratro, ecc…).

A livello anatomico, la parte più importante del nostro corpo, il fulcro del sistema scheletrico è la colonna vertebrale, che muoviamo in quattro direzioni possibili: piegamenti in avanti, estensioni indietro, piegamenti laterali, torsioni. Le posizioni che replicano la figura della spirale sono le rotazioni del tronco, più conosciute come torsioni. Concretamente la torsione deriva da una rotazione vertebrale ma agisce anche su altre strutture del corpo: sulla respirazione per esempio, grazie alla torsione della gabbia toracica e sul sistema nervoso, grazie alla libertà ottenuta a livello dei forami vertebrali. Per soddisfare le esigenze della meccanica applicata all’anatomia, ogni tentativo di torsione deve essere preceduto da un raddrizzamento della colonna vertebrale al fine di evitare la compressione delle vertebre. Se l’asse di rotazione resta rettilineo, la colonna si avvolge intorno a quest’asse disegnando una sorta di elica. Nell’elica della colonna vertebrale le due estremità restano sul prolungamento esatto l’una dell’altra: nella posizione seduta per esempio, entrando in torsione, l’atlante e il sacro restano l’uno sulla verticale dell’altro, in altri termini il tratto sacrale e quello cervicale mantengono un orientamento verticale.

Perché le torsioni sono così importanti?

Le torsioni in generale, ed in particolare Matsyendrasana – considerata una delle 5 posizioni regine nell’Hatha Yoga –  stimolano in modo specifico l’energia dell’ombelico con tutto ciò a cui essa è associata. Il plesso solare, indicato a livello energetico come sede di Manipura chakra, ha la funzione di alimentare e provvedere all’energia necessaria alle funzioni vitali del corpo. Quando questo centro è poco o molto attivo, si possono sviluppare malattie e squilibri localizzati soprattutto nell’apparato digerente. Le funzioni di digestione, assimilazione ed eliminazione sono fondamentali per il corretto funzionamento del corpo fisico. E’ quindi di primaria importanza mantenere il ‘fuoco’ del centro dell’ombelico in perfetto funzionamento per garantire al corpo vitalità e longevità. Le torsioni rappresentano intensi esercizi di purificazione. Tramite la compressione che esercitano sulla cavità addominale, infatti, aiutano a drenare tutti i liquidi che vi ristagnano. Le posizioni di torsione sono le più indicate a risvegliare il fuoco gastrico, esse agiscono sull’equilibrio delle nadi e favoriscono l’attivazione della Kundalini. Praticare le posizioni di rotazione della colonna permette di sviluppare un’ampia flessibilità che si ripercuote su tutti gli altri movimenti: estensione, flessione laterale e flessione anteriore. Per questa ragione in ogni sequenza che voglia essere efficace sull’allenamento della schiena devono essere presenti le posizioni di ‘torsione’. A livello energetico, le torsioni ci permettono di equilibrare il nostro lato yin con quello yang. Posizioni asimmetriche lavorano sia sul lato destro che sul sinistro con un conseguente armonizzazione dell’energia che scorre all’interno delle nadi principali.

Suggerimenti per la pratica

Le torsioni si possono praticare: in piedi, seduti, proni o supini, in posizione capovolta ed inoltre posso essere svolte in maniera dinamica o statica. In tutte le posizioni di rotazione la respirazione dovrebbe essere la seguente: inspirare per raddrizzare la colonna ed eseguire la torsione solo sull’espirazione. E’ preferibile iniziare le torsioni dal lato che comprime più intensamente il colon ascendente, in modo da seguire il senso della peristalsi intestinale: rotazione quindi a sinistra.Data l’intensità di queste posizioni e gli effetti che hanno anche su altri sistemi del corpo, le torsioni vanno sempre compensate. La compensazione dovrebbe avvenire attraverso una posizione di estensione ed una di avvolgimento.